Situazioni che implicano stretti contatti fisici, come il rapporto sessuale o il condividere lo stesso ambiente con una persona infetta, aumentano notevolmente il rischio di trasmissione. La scabbia è un’infezione altamente contagiosa, prevalentemente diffusa attraverso il contatto diretto con un individuo già infetto da questi parassiti acari. Il ciclo vitale degli acari della scabbia si compone di diverse fasi, tra cui larva, ninfa ed adulto. La conoscenza approfondita della scabbia e dei suoi meccanismi di trasmissione, dei sintomi e delle strategie terapeutiche è essenziale non solo per i professionisti della salute, ma anche per il pubblico generale. La scabbia è classificata come una malattia dovuta ad un’infestazione da acari estremamente contagiosa caratterizzata da intenso prurito tipicamente notturno.

La prevenzione della scabbia si attua rispettando le comuni norme igieniche, evitando per quanto possibile il sovraffollamento e l’utilizzo di asciugamani o biancheria in comune, specie nelle scuole, nei collegi e nelle comunità. In alternativa, gli effetti possono essere riposti in sacchetti di plastica sigillati e lasciati al loro interno per una settimana circa e poi esposti all’aria. Dopo 8-12 ore dall’applicazione, i prodotti antiscabbia vanno rimossi con acqua. Il trattamento locale si esegue generalmente con lozioni o creme a base di benzoato di benzile, crotamitone o permetrina.

I sintomi della scabbia, se osservati da un occhio non esperto, possono facilmente essere scambiati per altre condizioni cutanee, come la dermatite, la sifilide, l’orticaria, le reazioni allergiche e le infezioni da altri parassiti. È fondamentale tenere in mente che i sintomi della scabbia possono presentarsi in modi diversi per ciascun individuo e i tempi di comparsa dopo l’infezione iniziale possono variare. Sebbene gli acari della scabbia siano principalmente parassiti umani, possono occasionalmente infestare altri mammiferi; tuttavia, di solito non riescono a completare il loro ciclo vitale sugli esseri umani. Il prurito post scabbia, che dura generalmente da 2 a 4 settimane dopo il trattamento e la guarigione dall’infestazione, è un fastidio persistente che si presenta.

Cause della scabbia

Questi ultimi, una volta maturati completamente, escono dal cunicolo e ritornano sulla superficie cutanea, dove ricominciano il ciclo da capo”. Farmacia Vedrana Meclon Dopo qualche giorno, depone le uova, dalle quali dopo circa una settimana nascono nuovi acari. All’interno del cunicolo, il parassita si nutre dei residui di cheratina e delle altre sostanze che si trovano sull’epidermide.

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Come identificare i sintomi della scabbia?

Spesso, oltre ai noduli, ai cunicoli e alle papule, il paziente mostra escoriazioni cutanee diffuse, a volte crostose, a causa del grattamento provocato dall’intenso prurito. Un cunicolo scavato dall’acaro della scabbia mostra un ingrossamento; il grattamento ha causato la grossa screpolatura, mentre l’acaro si trova sulla parte superiore destra al termine del cunicolo. Il cunicolo scabbioso, che rappresenta la lesione cutanea tipica della scabbia, è una sottile lesione lineare elevata, di colore rosso-brunastro, tortuosa e lunga qualche millimetro, indicante il tragitto scavatole dall’acaro femmina nella pelle per deporre le uova. Nel caso della scabbia classica, si possono osservare da 5 a 15 parassiti adulti femmina per paziente; tuttavia, nelle forme severe di scabbia, come quelle che colpiscono gli immunodepressi, il numero di acari femmina può arrivare a centinaia o addirittura milioni. Di solito, la prognosi è favorevole e le complicazioni gravi sono rare, se si interviene in modo adeguato con una diagnosi tempestiva.

La scabbia provoca in genere un intenso prurito, che può essere peggiore di notte e potenzialmente così persistente da impedirti di dormire. Tuttavia, nel caso di soggetti che hanno già contratto la scabbia in precedenza, il sintomo compare più precocemente, dopo circa una settimana dal contagio. I sintomi della scabbia sono principalmente l’intenso prurito e le lesioni cutanee. Le persone affette da scabbia ospitano sulla pelle un numero di parassiti limitato a 5-10 adulti, senza superare, in genere, le unità. Gli indumenti, la biancheria da letto e altra biancheria devono essere lavati in acqua calda (almeno 50 °C) e asciugati ad alta temperatura o sigillati in un sacchetto di plastica per un periodo di fino a 1 settimana. Nei soggetti calvi, la lozione deve essere applicata anche sul cuoio capelluto, la fronte, l’attaccatura dei capelli e le tempie.

Nella maggior parte delle situazioni di scabbia, ad eccezione della scabbia crostosa, le persone infestate hanno acari solo sulla pelle e le probabilità che un acaro emerga dalla pelle bagnata sono estremamente basse. La scabbia incrostata rappresenta l’eccezione; anche un contatto molto breve con una persona infetta può risultare nella trasmissione degli acari. Negli adulti, la diffusione della scabbia avviene spesso tramite rapporti sessuali. Gli acari possono sopravvivere all’interno della crosta fino a una settimana senza contatto umano, caratteristica che rende la scabbia incrostata particolarmente contagiosa in certi ambienti. Questo include individui con un sistema immunitario compromesso, come quelli affetti da HIV o leucemia cronica, oltre agli anziani.

Anche le persone dal comportamento igienico sono a rischio, specialmente se entrano in contatto con qualcuno già infetto. Inoltre, la scabbia può essere contratta in luoghi affollati, quali ospedali, case di riposo e asili, dove i contatti fisici sono più comuni. Questi acari si insediano sotto la pelle, dove si riproducono e causano un intenso prurito unitamente a una reazione infiammatoria. Di solito, il prurito intenso, che tende a peggiorare durante la notte, è il primo segno della scabbia.

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Nei bambini, la malattia può simulare una dermatite; in molti casi si associa alla comparsa di bolle e pustole sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi. Nel bambino, l’eruzione può anche interessare il palmo delle mani, la pianta dei piedi, il volto e il cuoio capelluto; nella donna adulta è tipica la localizzazione alle areole mammarie, mentre nell’uomo è spesso interessata la cute del pene. Il fastidio peggiora tipicamente di notte ed è correlato essenzialmente ad un’ipersensibilità ai prodotti proteici dell’acaro Sarcoptes scabiei (e contenuti anche nelle feci del parassita). I segni e i sintomi della scabbia si manifestano dopo circa un mese dal contagio, tempo necessario allo sviluppo della sensibilizzazione dermica. Per quanto riguarda la scabbia animale, i parassiti che la sostengono sono incapaci di moltiplicarsi sulla cute umana, dove possono comunque risiedere per qualche giorno e provocare l’insorgenza di una sintomatologia analoga a quella descritta, ma con assenza dei cunicoli scabbiosi. Più spesso sono interessati giovani adulti (che si trasmettono l’acaro per contatto sessuale) o anziani costretti a letto da malattie.